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AEDI // REPORT EUROPEAN TOUR // part[0]

20.03 Zurichday one

Il “Tour europeo” eccolo, c’è una certa emozione, è la prima volta che “Aedi” scavalca le Alpi per portare lontano la propria musica e magari riuscire comunque a sentirsi a casa, inizia questa nuova esperienza, la prima.

Il furgone è strapieno, strumenti borse e borsoni, c’è parecchia stanchezza a bordo, causa tentativo di avvantaggiarsi nel lavoro prima di partire.

Bene, si parte alle cinque, che poi diventano le sei, che poi diventano le sette (e qualcosa) .

Inutile descrivere il viaggio, diciamo solo che sarà meno faticoso di quelli che ci attendono nelle altre date estere, arriviamo direttamente al valico!

Bello, bello, bello, durante il viaggio c’è stata un’incessante pioggia, qui invece il cielo si sta aprendo, siamo arrivati in Svizzera e fra poche ore, prima data europea! Bello.

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La prima data sarà a Zurigo, il locale che ci ospita è il Mi-Sous, ma ad ospitarci realmente sono i Death of a Cheerleader http://www.deathofacheerleader.net/ la Band con cui condivideremo queste date e non solo. Il Mi-Sous è all’interno del Dynamo ovvero un grande palazzone dove l’omonima associazione organizza eventi artistici, letterari, musicali, incontri, riunioni, manifestazioni e chi più ne ha più ne metta!

All’arrivo ci accolgono due ragazze, ci portano nei camerini dove un frigo di due metri pieno di birre, un tavolino pieno di robe da mangiare circondato da divani, ci fanno sentire importanti.

Più tardi arrivano i Death, noi abbiamo già montato tutto e stiamo facendo il check, appena scendiamo corriamo a fare amicizia con i nostri colleghi.

Saremo i secondi, c’è un discreto pubblico, circa venti o trenta persone, il palco è veramente bello, belle luci bel sound bell’atmosfera e bel concerto dei Death!

Il nostro concerto, nonostante il viaggio stancante e l’emozione della prima data europea, sarà comunque un ottimo concerto, alla fine di questo ci richiamano sul palco e avendo già fatto i bis ci improvvisiamo percussionisti, Aedi + D.o.a.c.

21.03 Winterthurday two

Il giorno seguente suoniamo in una , come dice Omar, cantante dei D.o.a.c., “casa Punk!” a Winterthur, il posto si chiama Helvti, è una specie di casa comune con sala concerti annessa, veramente una bella storia, inizialmente siamo un po’ intimoriti dalla denominazione di Omar, ma poi vista l’accoglienza e la disponibilità ci tranquillizziamo subito.

Ramone, uno dei ragazzi organizzatori del concerto, ci guarda ci saluta si presenta e, sorridendo, indica il bancone con spillatrici e alcolici vari, “fate come volete, fate da soli” a quel punto sorridiamo anche noi!

Omar ha organizzato un’intervista in una radio locale, l’inglese non è una minaccia solo per i due quinti della band, o meglio, un quinto.

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Questa sera decidiamo di suonare per primi e lasciare spazio ai Death.

Sarà la data che ricordiamo con più piacere, senza nulla togliere alle altre, il pubblico si presenta esclusivamente per ascoltare musica, l’attenzione la concentrazione e la partecipazione ci renderanno veramente soddisfatti e divertiti.

Dopo di noi i Death, ci godiamo il concerto, veramente un bel live, anche con loro il pubblico risponde bene e il risultato lo vediamo e sentiamo sul palco.

Prima del concerto una foto, un po’ il resoconto della serata.

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22.03 Winterthurday three

La serata è andata benissimo, ci siamo divertiti molto, abbiamo conosciuto un sacco di gente e probabilmente ne conosceremo altrettanta stasera perché nell’appartamento di Eve, compagna di Omar, ci sarà una festa, un bel modo di rimpiazzare un day-off.

Al mattino, la colazione.

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23.03 Schaffhausenday four

Ultimo giorno, ultima data, siamo un poco stanchi, andare a letto alle sei non ci ha dato proprio quella carica che servirebbe prima di un live, ma come spesso accade recupereremo man mano che si avvicina il momento di salire sul palco.

Partiamo alle cinque del pomeriggio per arrivare al locale circa un’oretta più tardi, entrati a Schaffhausen passiamo subito sopra il Reno che attraversa la città medioevale, Omar e company ci dicono che appena abbiamo tempo andiamo a fare un giro perché il posto merita davvero.

Il locale si chiama Cardinal, come al solito l’accoglienza è sempre ottima, ad ogni nostro “thank you”, rispondono sempre con un “ you’re welcome”, fantastici.

Il locale si dispone in due sale divise da una grande vetrata, la prima è la sala concerto, palco, bancone, e qualche tavolo, la seconda, una specie di sala relax dove divani divanetti e luci soffuse accolgono quelli che magari vogliono ascoltare il concerto con più calma, infatti all’interno di questa ci sono quattro o cinque casse che permettono di ascoltare il live in diretta, bello.

Dunque noi si fa il check poi si va al passeggio.

Visitata la città torniamo al locale per la cena, una lunga tavolata, siamo noi ei D.o.a.c., ne viene fuori una specie di cenone di capodanno, questa sarà l’ultima sera e in quelche modo bisogna festeggiare.

La serata scorre così, una lunga cena, birra a volontà e arriviamo al caffè che ci dicono che tra una ventina di minuti il primo gruppo deve iniziare.

Si preparano i Death, nella sala relax non c’è quasi nessuno, la gente è li per il concerto.

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Dopo i Death ci siamo noi, l’atmosfera è ottima, sentiamo molta curiosità nell’aria il pubblico è li che ci attende.

Solito inizio, tastiera a tutto, un suono assordante e allo stesso tempo ipnotico si unisce ai ruggiti delle chitarre, una specie di

rito, un’ iniziazione al concerto, il tutto che si chiude in un improvviso stop, l’intera sala è in completo silenzio, Celeste inizia il canto che pian piano sale, si sente solo qualche scatto di macchina fotografica che poi sparisce con l’entrata della chitarra, un inizio carico di concentrazione che ci permette di entrare in trance per tutto il concerto.

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Live davvero intenso, la sala rimane piena anche dopo il gran finale dove facciamo salire sul palco i Death, rimangono li a chiederci un bis e non ci fanno scendere dal palco, l’unico che ci riesce è Paolo ma solo perché porta con se il timpano con il quale darà inizio a Rabbit on the road.

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Come si dice in gergo, “Seratone”.

Davvero una serata ok, nel locale fa un caldo incredibile e prima di andare a vendere i cd dobbiamo andare tutti a cambiarci, la gente ci ricopre di complimenti e noi non facciamo altro che ringraziare i Death per la splendida serata e per quelle passate.

Dopo esserci bevuti qualche birra insieme e dopo aver smontato, ci fanno salire sul furgone e ci dicono di seguirli, percorriamo circa una decina di chilometri, arriviamo in un parcheggio non molto illuminato, non sappiamo bene cosa ci vogliano far vedere.

Scendiamo dal furgone, è impossibile non sentire un rumore fortissimo un frastuono continuo, sono le cascate di una foce del Reno, bellissimo, percorriamo qualche centinaio di metri a piedi, arriviamo in una terrazza sul lago e li a circa cento metri ci troviamo davanti questo immenso spettacolo, purtroppo è tardi e le illuminazioni sono spente, impossibile fare qualche foto, ma riusciamo a vedere grazie al chiarore della luna.

Veramente un bel regalo, rimaniamo li ancora un po’ passiamo ancora qualche bel momento insieme ai nostri amici, verranno in Italia e suoneranno con noi per quattro date ma rimane comunque quella sensazione di addio stile film anni quaranta che ci fa capire che è stata davvero una bellissima esperienza.

Grazie ragazzi.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 10, 2013 alle 1:29 am ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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